Cosa ci spinge a desiderare qualcosa fino ad agire per averla, nel caso in cui sia utile come in quello in cui sia insensata e dannosa?

David Linden, ne La bussola del piacere, ci spiega come funziona quella parte del nostro cervello che provoca il senso del piacere; un “burattinaio nascosto” e “diabolico manipolatore” – come lo definisce Giuliano Aluffi nella sua interessante recensione sul Venerdì di Repubblica – talmente potente da farci percepire la dipendenza come una sorta di apprendimento. (continua a leggere »)

La psicologa Sherry Turkle, autrice di Insieme, ma soli, in un’intervista all’Europa ci spiega come e perchè la nostra società si sta trasformando a causa dell’uso smodato e compulsivo delle nuove forme di comunicazione.

“Siamo vulnerabili, siamo soli e, allo stesso tempo, abbiamo paura dell’intimità. E per questo stiamo sviluppando tecnologie digitali che sono ‘macchine dell’intimità’ che ci l’illusione di una compagnia senza tutti gli obblighi imposti dall’amicizia”. (continua a leggere »)

Orazio Antinori in Eritrea ed Etiopia, Odoardo Beccari nel Borneo, Luigi Maria d’Albertis in Nuova Guinea, Filippo de Filippi nel Caucaso e nell’Himalaya, Giacomo Bove in Patagonia e Leonardo Fea in Birmania sono solo alcuni tra gli esploratori Italiani di cui Stefano Mazzotti racconta le grandi avventure e scoperte nelle zone più selvagge e inesplorate dei cinque continenti.

Il Gazzettino ne parla in una recensione al suo ultimo libro, Esploratori perduti. (continua a leggere »)

Piero Bianucci ci regala una rapida e efficace storia dell’elio attraverso gli studi e le ricerche di Ernest Rutheford, padre della fisica nucleare e premio Nobel per la chimica grazie agli studi condotti su questo elemento.

Rutheford, con il suo esperimento della lamina d’oro sottile, fu il primo a capire come è fatto un atomo, storia raccontata nella sua biografia scientifica Una forza della natura scritta da Richard Reeves, il ritratto di uno straordinario genio e di un’epoca “di frontiera”, di limiti infranti e di scoperte che avrebbero cambiato per sempre il panorama mondiale. (continua a leggere »)

“Il Secolo XIX” intervista il fisico americano Michio Kaku che, nel suo nuovo libro Fisica del futuro, traccia uno scenario emozionante dei prossimi 100 anni tramite l’esplorazione di quelle tecnologie – oggi in piena fase di sviluppo e realizzazione – in grado di cambiare radicalmente, da qui al 2100, la nostra vita.

Secondo Kaku entro il 2030 potremmo visualizzare immagini e dati direttamente sui nostri occhi grazie a lenti a contatto speciali, salire su auto che si guidano da sole e indossare vestiti in grado di inviare provvidenziali SOS. E questo sarà solo l’inizio: potremmo saper leggere nel pensiero, spostare gli oggetti con la mente, parlare qualsiasi lingua grazie a un traduttore universale, eseguire ogni mattina uno screening corporeo per capire il nostro stato di salute, e infine sostituire i nostri organi vecchi e malati con altri nuovi ed efficienti. (continua a leggere »)