Lisa Signorile e il bestiario dell’evoluzione

25 luglio 2013 - rassegna stampa - Il Piccolo

«Il calamaro vampiro, che vive negli oceani a una profondità tra i 500 e e i 1000 metri, in un habitat semidesertico a minima ossigenazione, si muove battendo le sue piccole “ali” per risparmiare energia e si difende accendendo degli organelli luminosi. L’eterocefalo glabro, un piccolo roditore dell’Africa orientale che vive in colonie simili a quelle degli insetti sociali, con tanto di regina, operai e soldati, all’interno di gallerie sotterranee che scava con i suoi dentoni sporgenti. Sono solo due dei tanti esemplari del bizzarro bestiario raccontato qualche sera fa da Lisa Signorile (zoologa all’Imperial College di Londra, dove collabora con la Zoological Society) nell’affollatissimo giardino delle ancore del Museo del Mare. Li ha tratti dal suo libro L’orologiaio miope, uscito per Codice Edizioni e nato dall’omonimo blog ospitato dal National Geographic. Ma si è parlato anche del polpo intelligente, del caffè ricavato dai semi presenti nello sterco degli zibetti, dell’effetto Bambi e della necessità di eradicare le popolazioni di scoiattoli grigi di orgine americana che in Europa rischiano di prendere il sopravvento sugli scoiattoli rossi autoctoni. Gettando lo sconcerto negli animalisti presenti. “Il problema” -spiega Lisa Signorile- è che le due specie non possono coesistere. Lo scoiattolo grigio, più grande, resiste meglio negli inverni freddi e si riproduce più dello scoiattolo rosso, che a poco a poco viene rimpiazzato”. Perdita di biodiversità, dunque».

Fabio Pagan, Il Piccolo (per continuare a leggere, scarica il PDF a lato).

 

Lisa Signorile - L'orologiaio miopeSpesso consideriamo inquietanti gli animali che vivono in ambienti estremi, perché non riusciamo a compararli con l’unico strumento di paragone che conosciamo: noi stessi. A volte è l’aspetto a sconvolgerci, altre volte le abitudini, altre ancora la dieta; ma rimane l’idea che più qualcosa è diverso dai nostri standard più ne rimaniamo colpiti, quasi mai in senso positivo. E così restiamo a bocca aperta, straniti che qualcosa di tanto anomalo condivida lo stesso pianeta con noi, senza che nemmeno lo sospettassimo. È un po’ come scoprire che gli elfi vivono in soggiorno… Ma non c’è bisogno di tanta fantasia: queste creature “inimmaginabili” – che sembrano disegnate non tanto dal famoso orologiaio cieco di Richard Dawkins quanto da uno miope e un po’ distratto – esistono davvero.

 

 

 

 

 

 

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