Il romanzo – memoir di Livio Milanesio

16 aprile 2018 - rassegna stampa - Amedit

«Il romanzo – memoir è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Due fratelli vengono “venduti” ai fascisti e deportati. Uniti nel tradimento, divisi dal destino, Michele sarà assegnato al campo di Chemnitz mentre Dino alle cucine del circolo ufficiali di Königsbrück, una “prigione dorata” in cui diventerà un cuoco, intesserà amicizie, vivrà l’amore, rimanendo (forse volutamente) all’oscuro degli orrori perpetrati dal regime nazista. La fine del conflitto lo porterà a ricercare il fratello e, partendo dal racconto delle sofferenze da lui subite, scoprirà con i propri occhi tutto quello che la guerra gli aveva risparmiato. E alla fine non potrà più distogliere lo sguardo dai segni – individuali e collettivi – che hanno cambiato per sempre il volto dell’Europa.

È il reale racconto del viaggio – fisico e dentro se stesso – di Dino, il cuore del romanzo La verità che ricordavo: uno sguardo inedito su uno dei capitoli più crudi e dolorosi della storia del ‘900, scritto da Livio Milanesio, figlio del protagonista, che – partendo dalle testimonianze del padre e da un vero e proprio tour nei luoghi della sua memoria – ne ricostruisce la dolorosa storia personale intrecciandola con la Storia collettiva che ha sconvolto il mondo».

Su AMEDIT, la presentazione de La verità che ricordavo, l’intenso romanzo – memoir di Livio Milanesio.

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La fine della Seconda guerra mondiale è nell’aria, ma nella campagna piemontese il vecchio Benito Sereno spera che duri ancora quel tanto che gli serve per intascare una lauta ricompensa, consegnando al regime fascista tre “articoli” interessanti: Michele, un partigiano, suo fratello minore Dino, colpevole solo di avere fattezze giudaiche, e la ribelle Teresa, la madre che li protegge con le unghie e con i denti. Michele sarà deportato a Chemnitz e Dino a Königsbrück. Nel suo viaggio il ragazzo verrà accompagnato da uno strano personaggio, un nano “di eccezionale altezza” che gli farà da guida. All’Offizierskasino del lager vivrà una prigionia “dorata” che rafforzerà in lui l’attitudine a distogliere lo sguardo dall’orrore che lo circonda. Nella palazzina del Circolo stringerà amicizie, imparerà a cucinare e intreccerà una delicata storia d’amore con una Helferin tedesca.

Ma la guerra incombe: arrivano i bombardamenti, l’avanzata sovietica e quella degli americani, il crollo della Germania nazista. Dino ritrova Michele, segnato dalla prigionia, e vagando per la Germania distrutta è finalmente obbligato a vedere tutto quello che gli era stato risparmiato: le fosse dei cadaveri a cielo aperto, le vittime delle deportazioni, la disumanità, la distruzione.

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Tag: Codice Narrativa, la verità che ricordavo, Livio Milanesio, Olocausto, Romanzo, Seconda Guerra Mondiale