La semplessità – Tafter Journal

10 settembre 2013 - rassegna stampa - Tafter Journal

«In anni recenti il concetto di complessità ha conosciuto una vasta diffusione, trovando applicazione in molteplici ambiti. Usato da numerosi studiosi e scienziati per spiegare teorie fisiche e matematiche, si è dimostrato utile anche per fornire un’interpretazione dei comportamenti umani e delle funzioni biologiche degli esseri viventi. Con l’introduzione della scienza della complessità il mondo ha smesso di essere lineare e il dualismo cartesiano è stato sostituito da una fitta rete di interconnessioni che ha reso difficile distinguere le singole parti dal tutto. Questo insieme di tesi tanto bizzarre quanto affascinanti – sovente racchiuse nell’espressione “ordine dal disordine” – ha stimolato Alain Berthoz, docente di fisiologia della percezione e dell’azione al Collège de France, a porre le basi di una nuova teoria, che partendo dagli stessi principi della complessità tenta di andare oltre.
Scegliendo un punto di vista alternativo, Berthoz contrappone al termine complessità la parola “semplessità”, che non indica un mero sinonimo di semplicità – come accade fin dagli ’50 nel mondo anglosassone con il corrispettivo inglese simplexity – ma una proprietà degli esseri viventi, i quali nel corso del tempo hanno imparato a sviluppare soluzioni sempre più raffinate per elaborare un numero crescente di informazioni.
Secondo l’autore l’eccessiva propensione alla complessità, manifestata dalle società contemporanee, è stata la causa principale del contestuale aumento di metodi volti alla semplificazione di situazioni complesse, che paradossalmente hanno prodotto un ulteriore incremento della complessità. Per rendere i computer facilmente utilizzabili da chiunque, sono stati elaborati programmi molto complessi, di modo che “quanto più l’utilizzo dei computer è semplice, tanto più i software saranno pesanti”. La conclusione a cui giunge Berthoz è che “semplificare ha un prezzo”».

Vittoria Azzarita, Tafter Journal (per continuare a leggere, clicca QUI).

 

Alain Berthoz - La semplessità

Gli organismi viventi interagiscono continuamente con l’esterno, elaborando informazioni per trasformarle in decisioni e comportamenti come attaccare una preda, afferrare un oggetto in movimento, camminare, ma anche comporre un’opera musicale, creare uno slogan pubblicitario o scrivere una storia.

Temi egualmente complessi, a fronte dei quali il nostro cervello non può adottare né soluzioni troppo semplici perché non risolverebbero i problemi, né troppo sofisticate perché rallenterebbero e renderebbero troppo costosi i processi neuronali.

La soluzione passa invece attraverso chiare deviazioni dalla strada maestra della logica, in grado di organizzare con originalità, eleganza e creatività la complessità del mondo e dei processi naturali che lo regolano.