Gli amici che non ho – Una bomba non esiste fin quando non esplode

16 marzo 2015 - rassegna stampa - Il Sole 24 Ore

«Una bomba non esiste fin quando non esplode. Solo che per Giuliano Sconforti, titolare del bar Bucaneve, il rischio che la bomba esploda è sempre più vicino: ha otto giorni per trovare 4mila euro da restituire all’uomo che minaccia di fargli saltare in aria il locale. Inizia così la storia del protagonista dell’ultimo libro di Sebastiano Mondadori (candidato al premio Strega), Gli amici che non ho: gli amici – ma anche i parenti – sono quelli a cui Giuliano Sconforti chiederà invano un prestito. E mentre i giorni a disposizione per reperire il denaro diminuiscono sempre di più, aumentano i nomi di quelli che si rifiutano di aiutarlo. Anche perché in questo elenco compaiono pure alcune delle sue innumerevoli ex. Ed è proprio da qui che nasce tutto: dalla sua assoluta incapacità di restare fedele a una donna, o forse dalla sua straordinaria capacità di innamorarsi continuamente. Dev’essere qualcosa di ereditario, visto che il nonno Cesare, la figura di riferimento del protagonista Giuliano, era stato un “latin lover seriale”. “Se gli chiedevo com’era stato amare cinque mogli, si offendeva per le altre centodieci amanti che stavo dimenticando”.

Il protagonista del libro di Mondadori è un ex comico, un ex marito, un ex amante. È un padre distratto che non distingue le due figlie gemelle ma che a loro dispensa consigli e perle di saggezza: “Come sarebbero noiose le nostre vite se gli amori non finissero, ci hai mai pensato?”. Di amori finiti Sconforti è un vero esperto: alcune le ha sposate, con altre ha tradito le prime. Di tutte si è innamorato e a tutte ha dato un soprannome: l’Attricetta, l’Orfana, l’Ebrea Errata, la Vedova, la Zita.
Divisa tra Milano, Roma e una non meglio precisata provincia dove “sono tutti figli di uno spleen minore”, la vita di Giuliano Sconforti – o almeno gli 8 giorni raccontati nel libro di Mondadori – è un continuo susseguirsi di fallimenti e di slanci di incauto ottimismo, perché il protagonista del romanzo è un “perdente” ma anche un “sognatore”. La sua fortuna – racconta l’autore, Sebastiano Mondadori – è che riesce a essere felice anche in una vita che non voleva. Un po’ come me».

Francesca Milano, Il Sole 24 Ore (per leggere la versione originale dell’articolo sul sito del Sole 24 Ore, clicca QUI).

 

 

mondadori_copertina«Dentro il gonfiore di un’espressione attonita, la stessa di mio padre dopo i quarant’anni, cerco di rinvenire i tratti originali di una gioventù di cui è sopravvissuta solo la rabbia: ammansita dalle sconfitte, è una rabbia che dispera piano. Se sorrido, sono convinto di sorridere ancora con la dolcezza sprovveduta di un tempo»

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Tag: Gli amici che non ho, Premio Strega, Sebastiano Mondadori