È merito della vicarianza se la nostra specie non si è ancora estinta

20 marzo 2015 - rassegna stampa - Panorama

«Come fanno i ciechi a “vedere” con gli altri sensi? Perché esercitare la manualità fa venire buone idee? Come funziona l’empatia? E perché ci piace inventare le storie? Che ci crediate o no, tutte queste cose si basano sulla “vicarianza”. Cos’è, da dove viene e come funziona ce lo spiega Alain Berhoz nel saggioLa vicarianza, il nostro cervello creatore di mondi, edito da Codice.

La vicarianza è un concetto molto vasto che, come avrete capito, abbraccia campi della scienza anche molto distanti fra loro. Di base, è la proprietà che rende possibile la sostituzione di un meccanismo, o di un processo, con un altro meccanismo o processo che possa condurre allo stesso risultato. Come usare una zanzariera per scolare la pasta, o un coltello come cacciavite.

La vicarianza è dunque ben più di una semplice duplicazione: in questo senso è “inventrice”. È grazie alla vicarianza, per esempio, che l’evoluzione delle specie prende una direzione o un’altra. Come nel caso delle falene di Londra che, nel pieno della prima rivoluzione industriale, diventarono più scure per mimetizzarsi con il buio di una notte sempre più fumosa a causa delle scorie di carbone sospese nell’aria.

Nella storia dell’uomo la vicarianza ha giocato un ruolo persino più importante. È infatti proprio della nostra specie cercare di sopravvivere “travalicando la realtà, sfuggendo ai vincoli rigidi della norma, attingendo a nuove risorse di cui l’evoluzione ha dotato il nostro cervello per trovare soluzioni originali ai problemi che sorgono quando interagiamo con le forze ambientali o con gli altri”, per dirlo con le parole di Berhoz. La vicarianza, insomma, non solo è alla base della meccanica dell’evoluzione biologica, ma è anche la responsabile della fantasia, dell’astrazione, della curiosità, della creazione di tutti quei mondi possibili che hanno sostenuto la corsa dell’uomo verso il futuro».

Giulio Passerini, Panorama (continua a leggere sul sito di Panorama cliccando QUI).

 

berthozAnche se non ci facciamo mai caso, il nostro cervello risolve problemi e prende decisioni di continuo. Per farlo, percepisce e agisce in molti modi a seconda del contesto, compensa mancanze, affronta situazioni nuove e cambia punto di vista. Questa straordinaria capacità creativa è la vicarianza, l’utilizzo cioè di molteplici e inattese strategie per raggiungere un obiettivo, rimpiazzare un senso con un altro (come quando ci si muove nel buio, dopo un incidente) o delegare una funzione a una nostra estensione virtuale (nel mondo di internet e dei videogiochi).
Il libro di Alain Berthoz dimostra che lo studio di questa strategia cognitiva, oltre a rappresentare un grande progresso scientifico, può avere importanti ripercussioni in pedagogia, nel problem solving aziendale, in psicologia, nelle scienze sociali e nella riabilitazione dalle malattie del sistema nervoso.

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Tag: Alain Berthoz, La vicarianza, neuroscienze, Vicarianza