Una deportazione privilegiata per il giovane Bernardo – La Gazzetta d’Alba

21 febbraio 2018 - rassegna stampa - La Gazzetta d'Alba

«È ispirato alle vicende vissute durante l’Olocausto dal narzolese Bernardo Milanesio, classe 1924, il libro La verità che ricordavo. […] E narzolese, in fondo, è anche l’autore, Livio Milanesio, figlio di Bernardo, scomparso lo scorso anno dopo aver trascorso a Narzole, con la moglie Anselmina Ciravegna, gli anni della pensione. La vita di Bernardo Milanesio, grazie alla penna del figlio, […] si intreccia a episodi di storia e a una trama che fa del romanzo un “ritratto tenero e allo stesso tempo spietato di un antieroe che, per ingenuità o solo per vigliaccheria, chiude gli occhi per non vedere, non chiede per non sapere, e che la Storia si incarica di riportare alla dura realtà della vita».

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La fine della Seconda guerra mondiale è nell’aria, ma nella campagna piemontese il vecchio Benito Sereno spera che duri ancora quel tanto che gli serve per intascare una lauta ricompensa, consegnando al regime fascista tre “articoli” interessanti: Michele, un partigiano, suo fratello minore Dino, colpevole solo di avere fattezze giudaiche, e la ribelle Teresa, la madre che li protegge con le unghie e con i denti. Michele sarà deportato a Chemnitz e Dino a Königsbrück. Nel suo viaggio il ragazzo verrà accompagnato da uno strano personaggio, un nano “di eccezionale altezza” che gli farà da guida. All’Offizierskasino del lager vivrà una prigionia “dorata” che rafforzerà in lui l’attitudine a distogliere lo sguardo dall’orrore che lo circonda. Nella palazzina del Circolo stringerà amicizie, imparerà a cucinare e intreccerà una delicata storia d’amore con una Helferin tedesca. Ma la guerra incombe: arrivano i bombardamenti, l’avanzata sovietica e quella degli americani, il crollo della Germania nazista. Dino ritrova Michele, segnato dalla prigionia, e vagando per la Germania distrutta è finalmente obbligato a vedere tutto quello che gli era stato risparmiato: le fosse dei cadaveri a cielo aperto, le vittime delle deportazioni, la disumanità, la distruzione.

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Tag: la verità che ricordavo, Livio Milanesio, narrativa, Olocausto, press, romanzo, Seconda Guerra Mondiale, storia