Così l’illuminista Eulero fece i conti con l’infinito – Giulio Giorello, La Lettura

27 agosto 2018 - rassegna stampa - La Lettura - Corriere della Sera

«Un bambino sulle ginocchia e un gatto sulla schiena: ecco come scrisse i suoi lavori immortali». Così un suo contemporaneo raffigurava il grandissimo Leonhard Euler – per gli italiano Eulero – intento alla stesura di qualche sua opera. E un autore del nostro tempo, l’americano David Stipp, nel suo L’equazione di Dio. Eulero e la bellezza della matematica ci tiene a ricordare che quel gigante della scienza «amava accompagnare i figli agli spettacoli di marionette, che trovava tanto divertenti da riderne a crepapelle insieme ai bambini. Spesso li portava al giardino zoologico: amava molto osservare gli orsi, in particolare i giochi dei loro cuccioli. Era lieto di avere ospiti a casa con cui chiacchierare di qualsiasi cosa ed era capace di passare da impegnate discussioni tecniche a conversazioni informali a seconda delle occasioni. Ho come il sospetto che i gatti facessero le fusa in sua presenza».

All’affascinante figura di Eulero, protagonista del nuovo saggio di David Stipp L’equazione di Dio. Eulero e la bellezza della matematica, è dedicato l’ampio articolo di Giulio Giorello apparso sull’inserto del “Corriere della Sera” “La Lettura“. Un matematico brillante, Eulero, che ha saputo trovare l’equazione in grado di contenere i cinque numeri più significativi della storia della matematica: pi greco, i, e, 1 e 0.

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L’equazione di Dio. Eulero e la bellezza della matematica di David Stipp. Illustrazione in cover di Rafael Araujo

Bertrand Russell ha scritto che la matematica può stupire e ammaliare tanto quanto la poesia. E in effetti anche la fisica e la matematica sono sempre state viste come una forma d’arte, nonostante usino altri strumenti e altri sguardi: formule e serie numeriche al posto di parole, scalpelli e colori. Più di due secoli fa Eulero, matematico svizzero tra i più prolifici della storia, scrisse quella che è stata definita “l’equazione di Dio”, una formulazione stilisticamente semplice eppure profonda nel suo significato e nelle sue implicazioni, capace di creare un inaspettato legame tra cinque simboli alla base dell’analisi matematica. Da allora la formula di Eulero, considerata come la più bella di sempre, ha conosciuto un numero sterminato di applicazioni, dall’aritmetica di base agli interessi composti in economia, fino alla tecnologia che maneggiamo ogni giorno.

Un intreccio brillante tra storia della matematica, filosofia e divulgazione scientifica.

«Questo incantevole libro di David Stipp ci mostra allo stesso tempo la bellezza e la forza della formula di Eulero. Un vero canto d’amore per la matematica». Ian Stewart

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