Codice Edizioni, dalla scienza alla narrativa

23 aprile 2014 - rassegna stampa - Domenica - Il Sole 24 Ore

«Scienza e letteratura non son poi così distanti, soprattutto per chi sente che “la lettura è un dato biologico: non ne posso proprio fare a meno: ne ho bisogno come di un elemento naturale”.
A parlare è Vittorio Bo, presidente di Codice Edizioni, casa editrice da lui fondata a Torino nel 2003. Ora, dopo 10 anni di saggistica colta, con pubblicazioni di carattere perlopiù scientifico e accademico, Codice ha deciso di imbarcarsi in un nuovo progetto: una collana di romanzi. “Per me pubblicare narrativa è riannodare un filo interrotto, un dialogo che in occasione del decimo anno di lavoro vorrei poter portare avanti insieme agli amici lettori”: non sarà una rivoluzione, quindi, ma la prosecuzione di una tradizione solo momentaneamente sopita. L’ambizioso obiettivo, considerate pure la crisi del settore e la nutrita concorrenza, è editare una decina di opere all’anno, squisitamente di “literary fiction, ovvero di alta fattura letteraria, non romanzi di genere, libri d’occasione, “casi letterari” legati all’autore-personaggio o instant book nati dalla cronaca di giornata”, spiega Chiara Stangalino, che dirige la collana insieme con Bo.

Il debutto arriverà a maggio, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino: primo titolo sfornato sarà Arcadia dell’americana Lauren Groff, di cui qui anticipiamo uno stralcio in anteprima. Singolarmente l’esordio è affidato a una storia di belle speranze: l’utopia comunarda di un gruppo di amici negli anni 60-70, “coloni” di quell’Arcadia del titolo dove “non c’è proprietà che non sia di tutti e la sporca logica del lucro è bandita”. Ma il candido protagonista Briciola si dovrà presto render conto che non soltanto la proprietà è un furto e il rampante disincanto degli anni 80 è alle porte…

Il secondo titolo è Un uomo discreto di Alexandre Postel, vincitore del premio Goncourt per il Miglior Esordio 2013. In questo caso, al tòpos del processo kafkiano si sovrappone un intreccio hitchcockiano: un timido professore di filosofia, infatti, è accusato indebitamente di pedo-pornografia, ma non sa come scagionarsi dall’infamante e falsa accusa. Sempre sul tema della giustizia e dei diritti umani è poi il clamoroso Fuga dal Campo 14, un reportage scritto come un memoir dal giornalista Blaine Harden, che affabula la tragica vicenda di Shin Dong-hyuk, l’unico, a oggi, che sia riuscito a fuggire dai gulag della Nord Corea: da notare che, grazie a questo bestseller, le Nazioni Unite hanno costituito una commissione d’indagine sui campi di prigonia nord-coreani. Ovviamente rinnovata nella grafica, curata da Alessandro Damin, che firma le copertine, la nuova collana ha in cantiere per l’autunno Gli amici che non ho di Sebastiano Mondadori, La domestica di Nathalie Kuperman e Couch Fiction: storia di una psicoterapia, una graphic novel di Philippa Perry e Junko Graat.

“Particolare attenzione è stata data alla traduzione, a partire di Arcadia affidata allo scrittore Tommaso Pincio“; poi seguono la studiosa di letteratura francese Martina Cardelli, che si è cimentata con Postel, e la “navigata” Paola Tomasinelli, già traduttrice dell’impervio Marías, che qui si confronta con la scrittura poetica di Joaquin Pèrez Azaustre e i suoi Nuotatori.

Impelagarsi nella letteratura non è un’impresa facile: resta valido il consiglio di Nabokov di sfruttare “la precisione della poesia e l’ebbrezza della scienza”».

Camilla Tagliabue, Domenica Il Sole 24 Ore (per leggere l’estratto pubblicato dal Sole, clicca QUI).

 

Groff_copertinaAmerica, stato di New York, fine anni Sessanta. Un gruppo di giovani decide di fondare una comune basata suil’amicizia, la condivisione, l’amore e l’indipendenza dal denaro. La chiameranno Arcadia. Ed è qui che nasce Briciola, il primo dei molti figli che andranno a popolare un mondo bucolico e ricco solo di ideali, ben presto corrotti dalle difficoltà della convivenza. La fine della comune costringerà Briciola e il suo grande amore Helle, nati e cresciuti in un mondo popolato da sognatori, a misurarsi con il mondo reale, quello della New York degli anni Ottanta.

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