Che lo spettacolo inizi purché sia interattivo

25 febbraio 2013 - rassegna stampa - La Stampa

«Il racconto al tempo di Internet trasforma il lettore in autore, abbatte le barriere compartimentali della narrativa più tradizionale, e influenza se stesso grazie a un grande gioco di ruolo che vede nell’interazione multidirezionale la componente più vivace del copione. Il messaggio arriva da Frank Rose, che, partendo dal suo The Art of Immersion, offre una panoramica a tutto tondo sull’evoluzione del modo di fare cultura e spettacolo.

Cosa intende per immersione?
É eloquente la scelta del titolo fatta con la casa editrice Codice per la pubblicazione in Italia, ovvero Immersi nelle storie. Ho trascorso dieci anni a studiare le interazioni tra media e tecnologia e mi sono accorto del grande cambiamento in atto, ovvero la rottura delle barriere con cui le storie venivano raccontate.

Intende una rottura degli schemi, ma in quale direzione?
Il distacco è a 360°, tra realtà e fiction, autori e audience, racconto e gioco. E in questa rottura degli schemi il ruolo centrale è svolto da Internet.

E questo ha cambiato anche il modo di fare narrazione…
Ogni innovazione comunicativa cambia la struttura e le regole della narrazione, e ogni cambiamento a cui abbiamo assistito ha portato a un grado di coinvolgimento maggiore del destinatario come si è visto con la radio, il cinema e la tv. Grazie ad Internet il processo di interazione è diventato quasi completo, perché il web è un compendio di tutte le forme comunicative, voce, immagini, scrittura. Inoltre, forte dei tanti meandri di connessione, il web stimola l’impresa partecipativa, ovvero chi ascolta non rimane un soggetto passivo, ma si tuffa nella trama divenendo lui stesso un elemento attivo, una sorta di autore. Questo rappresenta la rottura con la canonicità della narrazione.

Lei parla di cambiamento a tutto tondo, può fare un esempio per la tv?
Uno degli esempi più nitidi è Lost serie tv definita più volte complicato, non lineare, accusato di lasciare in sospeso troppi aspetti, tale da spingere chi lo guarda a chiedersi non cosa succederà, ma cosa è appena successo. E’ il suo punto di forza perché spinge i telespettatori a convergere nella rete per capire il senso dello show, il messaggio, trovare le spiegazioni che il video ha lasciato in sospeso, scavare nello show per capirne il senso. In questo un ruolo centrale lo ha avuto “Lostpedia”, la Wikipedia della serie, che crea la connessione tra gli spettatori. Una tv del genere prima di Internet era impensabile, come lo era il fatto che l’evoluzione delle storie raccontate sia influenzata dagli spettatori».

Francesco Semprini, La Stampa (per continuare a leggere, clicca QUI).

 

Frank Rose - Immersi nelle storie

 

Lost, Il cavaliere oscuro, Avatar, Mad Men… Un affascinante dietro le quinte delle nuove frontiere della narrazione.

«Cosa succede quando gli spettatori si appropriano di pezzi di trama e cominciano a raccontarli a modo loro?»

Frank Rose

 

 

 

 

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