Apro barattoli di lucciole che fuggono nella notte

21 gennaio 2013 - rassegna stampa - La Lettura - Corriere della Sera

«”Nella veranda sul retro, apro barattoli di lucciole che fuggono nella notte. Le cose belle dovrebbero essere lasciate libere”. Così twittava Betty Draper, una sera di giugno del 2009. Prima stranezza: Betty è una casalinga degli anni Sessanta, moglie di Don Draper, il pubblicitario protagonista di Mad Men. Con la tecnologia della sua epoca avrebbe avuto qualche difficoltà a twittare. Seconda stranezza: Betty sarebbe un personaggio di finzione, particolare che avrebbe dovuto renderle ancora più difficile la gestione di una sua reale presenza sui social network. Dettagli. Chi vide quel tweet pensò che poteva essere esattamente ciò che passava per la testa della bellissima casalinga frustrata, sull’orlo di una crisi coniugale, alle soglie della terza stagione dello show tv che la vedeva tra i protagonisti. Un’astuta strategia di marketing della Amc, che produce e trasmette la pluripremiata serie? No, a scrivere quei 140 caratteri era stata Helen Klein Ross, una carriera da segretaria in (reali) agenzie pubblicitarie e nessuna relazione con la produzione. Una spettatrice. Aveva visto tutti gli episodi della serie, letto libri di cucina e guide per casalinghe dei Sixties, buttato giù pagine e pagine di appunti su Betty e la sua vita quotidiana a Westchester County. In questo modo poteva essere @BettyDraper, e rispondeva in maniera precisa a chi la interrogava su Twitter. Qualche tempo prima la Amc aveva bloccato i profili legati ai personaggi della serie. Tutti non autorizzati e gestiti in maniera volontaria e anonima da fan. Dopo le proteste, il network tv era tornato sui suoi passi. E Don, Betty, Richard Sterling e Peggy Olson avevano ripreso a twittare.

La vicenda è raccontata dall’antropologo digitale e giornalista di Wired Frank Rose nel suo Immersi nelle storie (Codice Edizioni, in libreria dal 31 gennaio). “Quando il pubblico è libero di entrare in un mondo fittizio e influenzarne il corso degli eventi, l’intera struttura dei mass media del ventesimo secolo comincia a sgretolarsi” scrive Rose. E se i vecchi schemi crollano, da cosa vengono sostituiti?»

Antonio Sgobba, La LetturaCorriere della Sera (per leggere l’articolo completo scarica il PDF a lato).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tag: Frank Rose, Immersi nelle storie