L’equilibrio punteggiato

Proposto all’inizio degli anni Settanta del XX secolo da Stephen Jay Gould e da Niles Eldredge in un celebre articolo (Punctuated Equilibria. An Alternative to Phyletic Gradualism), il concetto di equilibrio punteggiato ha segnato una svolta decisiva negli studi dedicati all’evoluzione delle specie. Tra gli scienziati era in quegli anni predominante l’immagine del processo evolutivo come una progressione graduale e cumulativa di caratteri, un meccanismo di lento e inesorabile avanzamento. La documentazione fossile, allora in rapida crescita, sembrava però non confermare questa ipotesi; il dato empirico ricavabile dalle analisi sul campo dipingeva un quadro differente, formato da lunghi periodi di stasi, che potevano durare milioni di anni, intervallati da bruschi e rapidi eventi di speciazione, ovvero i processi biologici ed ecologici “punteggiati” che portano alla formazione di nuove specie. La scoperta di Gould ed Eldredge riuscì a spiegare la mancanza di reperti fossili che documentassero il passaggio necessariamente graduale tra una specie e l’altra, e a riavvicinare in questo modo i dati effettivi della paleontologia alla teoria dell’evoluzione. Gould è ritornato durante gli ultimi anni di vita su quel tema nel suo capolavoro La struttura della teoria dell’evoluzione, dedicandogli un intero capitolo. Ora quel capitolo rivive in una nuova edizione, arricchita da una prefazione di Telmo Pievani, come omaggio a uno dei pensatori più influenti del secolo che si è appena chiuso e alla potente intuizione che un secolo e mezzo fa portò Charles Darwin a ridisegnare e a ripensare il nostro rapporto con la Terra e con gli esseri viventi che la popolano.

Tag: Charles Darwin, darwinismo, evoluzione, evoluzione biologica, evoluzione cultura, evoluzione culturale, Stephen J. Gould


Prime pagine

  • Edizione: 2008
  • Euro: 23,00 €
  • Tot. pagine: 464
  • ISBN: 978-88-7578-102-6
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  • Edizione italiana a cura di Telmo Pievani Traduzione di Giorgio Panini, Andrea Cardini e Marco Ferraguti

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