Bosone di Higgs, tre letture consigliate

06 luglio 2012

Vittorio Bo e Codice Edizioni si uniscono alle felicitazioni che da tutto il mondo scientifico, e non solo, giungono al CERN di Ginevra per quella che senza dubbio è una delle più grandi scoperte degli ultimi anni: il bosone di Higgs.

Ne siamo particolarmente felici, avendo pubblicato di recente tre volumi che si occupano della questione, e che consigliamo a tutti i nostri lettori, curiosi senz’altro come noi:

 

Ai confini della realtà, di Anil Ananthaswamy

“I fisici hanno presto capito che la massa del bosone di Higgs può essere resa stabile, in teoria, introducendo un nuovo insieme di particelle ipotetiche. La nuova teoria, che è stata chiamata supersimmetria, aggiunge una particella partner fermionica a ogni bosone e una partner bosonica a ogni fermione. Queste particelle supersimmetriche si sarebbero formate ai primordi dell’universo ma sarebbero tutte decadute, tranne una. Questa particella ipotetica, detta neutralino, è neutra, stabile e molto adatta a costituire la misteriosa materia oscura”.

 

Nulla, di Frank Close

“Come le increspature nei campi elettromagnetici producono pacchetti di quanti, i fotoni, così il campo di Higgs dovrebbe manifestarsi nei bosoni di Higgs. Un po’ come con l’uovo e la gallina, il bosone di Higgs “sente” il campo onnipresente di Higgs e quindi ha una massa. La teoria di Higgs implica che il bosone omonimo abbia una massa imponente, fino a mille volte quella di un atomo di idrogeno”.

 

Il buio oltre le stelle, di Amedeo Balbi, astrofisico di fama internazionale, parte da questa domanda fondamentale: “Che cosa sono l’energia e la materia oscura, le componenti predominanti del cosmo di cui abbiamo per ora solo una conoscenza indiretta? Potrebbero mettere in discussione le ipotesi fisiche alla base della descrizione e dell’interpretazione dell’universo?”

“Nel romanzo Angeli e demoni, lo scrittore Dan Brown ha fantasticato su una certa “bomba materia-antimateria” costruita nei laboratori di fisica del CERN, a Ginevra. Quello ipotizzato da Dan Brown è uno scenario del tutto fantasioso (sebbene l’ufficio stampa del CERN abbia pensato saggiamente di usare a proprio vantaggio il ritorno pubblicitario generato dal libro e poi dal film di Ron Howard). Tuttavia, fantasie sfrenate a parte, particelle di antimateria vengono davvero prodotte abitualmente negli acceleratori di particelle, e al CERN sono stati creati più volte anti-atomi di idrogeno (o atomi di anti-idrogeno, decidete voi) in cui un anti-elettrone orbita intorno a un anti-protone”.

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