Io lo so perché spendo di più per i contenuti online

23 gennaio 2013

«Stavo facendo il calcolo dei soldi che ho speso l’anno scorso e, con mia grande sorpresa, ho scoperto di aver speso 2.403 dollari per una sola voce dell’elenco. No, non i vestiti. E neanche la mia ultima vacanza. E nemmeno il totale di tutti i ticket per il parcheggio (anche se la sensazione è quella di esserci andato vicino).

I 2.403 dollari sono i soldi che ho speso per i media digitali.

Cioè, un attimo, vuoi dire che la gente spende soldi online? Per i media online? Ma i massimi dirigenti dell’industria musicale non avevano dichiarato “La gente non pagherà per i contenuti sulla rete”?

Certo che l’avevano detto e, come loro, anche i dirigenti dell’industria cinematografica. Tutti i ‘pezzi grossi’ dell tv, della radio, dell’editoria e della stampa hanno fatto affermazioni simili negli ultimi dieci anni.

Ebbene, queste previsioni apocalittiche si sono rivelate sbagliate.

Sto spendendo di più per l’online di quanto non spendessi per i contenuti “fisici”. (Il governo federale U.S.A. dice che la famiglia media americana ha speso, nel 2011, circa 2.572 dollari per l’intrattenimento, non solo digitale). Ma io lo so perché spendo di più con e per i media digitali.

I media digitali, a differenza dei loro cugini ‘lenti’, sono immediati. Nel passato, se gli amici citavano un bel libro che avevano appena letto, le persone prendevano nota (mentalmente, o su un pezzetto di carta) per comprarlo quando fossero andati in libreria. E lo stesso succedeva con altre cose, come i CD, i DVD, o le riviste.

Ora, quando qualcuno a cena dice “Ho appena finito l’ultimo di Cormac McCarthy, ti piacerebbe moltissimo”, tiriamo fuori il nostro smartphone, saltiamo per un momento in un condotto spaziotemporale che ci porta fino ad Amazon o iTunes, e lo compriamo seduta stante. Nessun appunto, nessun rischio di dimenticare il titolo del libro, nessun viaggio in macchina per andare in libreria. Il libro -o la canzone- ci viene semplicemente trasportato in tasca».

Nick BiltonThe New York Times (per continuare a leggere, clicca QUI).

 

Nick Bilton - Io vivo nel futuro

Nick Bilton, columnist del New York Times, per cui scrive di tecnologia, ha pubblicato con noi Io vivo nel futuro.

 

Per tecnofobici e fanatici: per chi vede l’iPad come una semplice moda e chi ha compreso che stiamo andando incontro a dei cambiamenti, e vuole capirli.

 

 

 

 

 

 

Tag: Internet, Nick Bilton, The New York Times