“dio è una medusa” – Intervista a Ferdinando Boero

17 luglio 2012

Ferdinando Boero, autore per noi di Codice di “Economia senza Natura. La grande truffa“, è biologo marino, professore all’Università del Salento e associato del CNR. Ha dedicato una medusa al suo idolo musicale, Frank Zappa, che l’ha ricambiato con una canzone scritta per lui: Lonesome Cowboy Nando. Lo abbiamo intervistato, chiedendogli le ragioni del suo amore per le meduse e per l’ambiente:

 

Frank Zappa è il più grande genio musicale della seconda metà del secolo scorso. Musica molto difficile da eseguire, ma molto facile da apprezzare (almeno per me). E i testi toccano tutti gli argomenti, con grande ironia. Proprio quel che piace a me. Fare bene le cose, attraverso “prodotti” seri ma fruibili da tutti. Così nel 1983, durante un soggiorno di studio in California, ho messo in atto il mio piano. Ho scoperto specie nuove di meduse, mai viste prima. Ho scritto a Zappa che avrei voluto dedicargliene una. Mi ha risposto che “niente al mondo gli piacerebbe di più che avere una medusa col suo nome”. Sono andato a trovarlo a Los Angeles, ha scelto la medusa che poi sarebbe stata chiamata Phialella zappai e… Siamo diventati amici. Ci siamo visti molte volte, in USA e in Europa. Mi ha dedicato il suo ultimo concerto, a Genova, nel giugno del 1988. Da quel concerto ha pubblicato “Lonesome Cowboy Nando”, una canzone sulla medusa e su Nando (che poi sarei io). A Frank Zappa mi lega la visione del mondo e il modo di lavorare. Continua ad essere fonte di grande ispirazione.

 

  • Di ambiente si parla molto. La situazione, tuttavia, sembra non cambiare mai molto. Pensa che la sovrabbondanza di informazioni abbia creato un effetto di saturazione?

Gli ecologi hanno predetto disastri, proponendo persino le date. Quarant’anni fa il comandante Cousteau disse che in vent’anni il Mediterraneo sarebbe morto. Dopo vent’anni era morto lui e il Mediterraneo era ancora vivo. Questi allarmismi hanno l’effetto di far perdere di credibilità a chi avverte dei rischi che corriamo. Non si deve cadere nel tranello delle predizioni precise. Non sono possibili. Ma è facilissimo convincere tutti che la crescita predicata dagli economisti non può procedere all’infinito, perché il nostro pianeta è finito. Più cresciamo noi, più decresce la natura. Questo alla fine si ritorcerà contro di noi. Non possiamo aspettare il crollo per fare qualcosa. Dobbiamo agire prima. E oramai i sistemi economici e quelli naturali stanno crollando e non soddisfano più le nostre aspettative. Forse il momento è maturo per capirlo. Se non capiremo… La natura continuerà senza di noi.

 

  • Esistono tanti libri che parlano della situazione ambientale: che cosa era per lei importante andare a esplorare con il suo testo?

Il frutto proibito è il limite posto dal creatore all’uso del giardino. Lo abbiamo colto. Significa che abbiamo abusato della natura. La novità è che il momento del tracollo dei sistemi naturali e economici si avvicina a gran velocità e non possiamo più rimandare. Purtroppo, occorre ripetere (magari in altro modo) questo ritornello, perché è necessaria una rivoluzione culturale che consideri finalmente l’uomo come parte della natura. Da lì possiamo ripartire. Ma non possiamo pensare di affidare la nostra vita a chi ha causato tutti questi problemi. Invece lo stiamo facendo. Le visioni dominanti dell’economia hanno causato i disastri che stiamo subendo. E a chi facciamo rimediare? Agli economisti che li hanno creati! Con gli stessi strumenti concettuali. E quindi bisogna ripetere che l’imperatore è nudo! Ed è quello che faccio nel mio libro. Lo faccio in modo diretto, in modo che tutti, persino gli economisti, possano capire.

 

  • Perché è importante inserire la parola “Natura” nella Costituzione?

Perché è necessario un cambiamento di priorità. Nel capitolo primo della Costituzione, tra i valori fondanti del nostro vivere civile, ci sono il paesaggio e il patrimonio culturale. Non c’è il patrimonio naturale, la natura. Il paesaggio è la natura modificata dall’uomo. E poi non si estende nel mare, per esempio. Avere uno strumento concettuale, la Costituzione, che ribadisce l’importanza della Natura per il nostro vivere significa riconoscerne l’importanza. Non ce ne dovrebbe essere bisogno ma, purtroppo, stiamo davvero vivendo come se la Natura non ci fosse. E quindi la sua importanza deve essere ribadita.

 

  • Lei è uno dei medusologi più noti al mondo. Qual è la ragione per cui ha dedicato buona parte della sua vita allo studio delle meduse? Vuole condividere con noi qualcosa su di loro che secondo lei nessuno sa?

Le meduse sono gli animali più perfetti tra quelli attualmente viventi. Le prime tracce fossili di meduse risalgono a 600 milioni di anni fa. Gli altri animali cominciano a lasciare tracce 500 milioni di anni fa. I fossili più antichi di meduse sono molto simili alle specie di oggi. Una struttura che sia passata indenne attraverso 600 milioni di anni di selezione naturale non può essere definita in altro modo che perfetta! In altre parole, se dio ha fatto l’essere più perfetto a sua immagine e somiglianza, allora dio è una medusa!

 

  • Di solito l’ultima domanda che facciamo ai nostri autori è: “Se le va, si faccia una domanda (a sua scelta) e si dia una risposta”.

Eccola qui: può definire il suo libro in una frase?
Certo: se le leggi inventate dall’uomo (quelle economiche che postulano la crescita infinita) sono in contrasto con le leggi della natura (non ci può essere crescita infinita in un sistema finito), quali leggi prevarranno? Penso che neppure l’economista più integralista possa pensare che le leggi inventate da lui e dai suoi colleghi siano più stringenti delle leggi della natura!

 

 

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