“Il vostro autore è un tizio con un interesse amatoriale di livello medio-alto per la matematica e i sistemi formali. Ha sempre detestato (con gli scarsi risultati che ne conseguono) qualsiasi corso di matematica seguito nel corso della sua vita, con una sola eccezione, peraltro estranea al suo curriculum universitario: un corso tenuto da uno di quei rari specialisti che sanno dare vita e necessità ai concetti astratti, che quando tengono una lezione parlano veramente con te e di cui tutto quanto vi è di buono in questo libro e una pallida e benintenzionata imitazione”.
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Ufficio salti mortali è la storia di Arturo Speranza, avvocato cinquantenne con un passato di agiatezza sempre più sbiadito. Ogni giorno Arturo si barcamena tra clienti che non pagano, creditori che lo inseguono (continua a leggere »)

Una storia che si sperava sepolta nel passato della famiglia torna alla luce in occasione della morte del fratello del protagonista. Chi era veramente il bisnonno Raoul H., e cos’ha fatto a partire dall’estate del 1941? L’omertà e la riluttanza dei famigliari non aiutano a fare chiarezza. Inizia così un’indagine sconcertante, che apre uno squarcio su una verità a lungo rifiutata dalla memoria collettiva: la confisca dei beni e delle attività della comunità ebraica nella Francia di Vichy (continua a leggere »)

Dopo l’acclamato Tra me e il mondo, Ta-Nehisi Coates mette in discussione un altro grande conto che l’America ha in sospeso con la storia: il risarcimento ai neri americani per gli oltre duecento anni di schiavitù, la segregazione e la negazione dei diritti più elementari. Anche dopo l’abolizione formale della schiavitù, gli afroamericani sono stati ostacolati nell’esercizio dei diritti inalienabili di ogni cittadino: al voto, allo studio, al lavoro. Soprattutto, scrive Coates, del diritto alla casa, «il tesserino d’accesso al sacro ordine della classe media americana». Affrancare uno schiavo per poi farne un cittadino
a metà equivale a lasciargli le catene addosso, con il benestare di chi dovrebbe tutelarlo. Dalle spietate pratiche discriminatorie del mercato immobiliare alle strane incongruenze del New Deal, Coates presenta il conto all’America.
E non è un conto da poco. (continua a leggere »)

Quando, una mattina d’inverno, la polizia suona alla porta di Damien North, timido e discreto professore di filosofia, su di lui si abbatte l’accusa atroce di aver scaricato materiale pedopornografico sul suo computer. North sa di essere innocente, ma trovare le prove che lo scagionino è un problema intricato, che trasforma il tranquillo e abitudinario professore nella vittima sacrificale ideale, in una società alla ricerca del colpevole a tutti i costi. La storia, raccontata da Postel alla maniera del miglior Hitchcokm si snoda in un labirinto di segreti inquietanti, svelati poco a poco, per arrivare a un finale magistrale. (continua a leggere »)