Sudafrica, luglio 1914. Mentre in Europa sta per iniziare la devastazione della prima guerra mondiale, Piet Barol abbandona il trambusto del mondo civilizzato e il passato da cui sta fuggendo per avventurarsi nella più grande e misteriosa foresta africana. Per salvare la sua attività di mobilio di pregio ha bisogno di legname prezioso, e ha bisogno che sia gratis.
Le guide bantu che ha scelto, però, hanno i loro motivi per accompagnarlo nelle terre dove sono convinti che vivano gli spiriti dei loro antenati. Quello che Piet troverà a Gwadana lo cambierà per sempre, e innescherà una catena di eventi che non potrà prevedere né controllare. E quando ormai il suo potere di
persuasione lo avrà abbandonato, Piet dovrà ricorrere a più oscuri e pericolosi mezzi per ottenere ciò che vuole. (continua a leggere »)

Lipsia, 1945. Klaus Hirschkuh, ventitré anni, torna a casa dopo anni di prigionia passati a Buchenwald. Nessuno lo accoglie con calore e affetto. Nessuno ha pietà della sua magrezza scheletrica, delle piaghe sul corpo qualche consolazione. Perché il crimine che ha commesso non è stato dimenticato: è finito nell’inferno di un campo di concentramento perché omosessuale, perché ha amato, di nascosto e disperatamente, un altro ragazzo, Heinz Weiner.
Il giorno in cui i due amanti vengono denunciati sanno che la loro vita è finita. Heinz, non reggendo alla vergogna e al terrore per ciò che lo aspetta, si lancia dalla finestra prima di essere arrestato. Klaus accetta il suo destino, ma la Storia non avrà pietà di lui: cinquant’anni dopo, nel 1990, gli viene negata la possibilità di partecipare a un evento che celebra i sopravvissuti a Buchenwald, perché lui, in fondo, “se l’è cercata”. (continua a leggere »)

Un romanzo di formazione ambientato nella Milano di fine anni Ottanta. Folle, fresco, triste e divertente, come solo i diciott’anni sanno essere.

Milano, 1989. Filippo Degani, studente all’ultimo anno di liceo classico, è un ragazzo come tanti: famiglia piccolo-borghese, la noiosa routine della scuola, le ragazze, l’amicizia di ferro con l’inseparabile Claudio, il migliore amico con cui condividere le uscite e la passione per il calcio. Sullo sfondo, le partite dei tornei liceali e le gesta del leggendario Milan pigliatutto di Arrigo Sacchi, Gullit e Van Basten. Gli equilibri di questo italianissimo scorcio di fine anni Ottanta vengono travolti dall’arrivo, nella classe di Filippo, di Robert Horowitz, da subito ribattezzato “lo Straniero”. Ricco, bellissimo, ma soprattutto misterioso: non si sa nulla del suo passato nè dei motivi che hanno spinto la famiglia a trasferirsi da Londra alla periferia di Milano. Tra memorabili partite di calcio e scorribande notturne, l’amicizia con lo Straniero rivolterà come un guanto la vita di Filippo, una rivoluzione che lo costringerà a misurare la difficoltà di restare fedele a se stesso. (continua a leggere »)

Pensatore sregolato e rivoluzionario, matematico geniale in grado di decifrare, durante la Seconda guerra mondiale, i messaggi della famigerata macchina Enigma, usata dalla Germania nazista; soprattutto profeta dell’intelligenza articiale, da lui teorizzata già negli anni Trenta quando non era stato ancora creato il primo computer. Ma anche uomo insicuro, solitario e tormentato, etichettato come soggetto pericoloso per la sicurezza dello Stato proprio a causa del suo
contributo durante la guerra, poi arrestato e processato con l’accusa di aver commesso atti osceni con un altro uomo. Fino al tragico epilogo del suicidio, per alcuni avvenuto in circostanze misteriose e poco chiare, a soli quarantuno anni. Difficile non restare affascinati dalla figura di Alan Turing. Difficile, a maggior ragione, se a raccontarne la storia straordinaria è David Leavitt, indiscusso maestro della letteratura americana. (continua a leggere »)

Nell’Uomo che voleva essere Kafka Stern ci accompagna per mano nelle strade di New York, a Orchard Street, e poi in Europa, negli shtetl e nella Praga di oggi, dove i protagonisti (continua a leggere »)