Risultati per categoria: tempi moderni

Stiamo assistendo, in questi anni, a una progressiva accelerazione delle insorgenze sociali: dalle piazze maghrebine agli indignados fino a Occupy Wall Street, l’opposizione al vigente ordine economico e politico si è diffusa a macchia d’olio. Eppure le logiche che hanno regolato il mondo negli ultimi trent’anni non sono state neanche scalfite, e l’antagonismo è rimasto confinato nella dimensione sterile della pura testimonianza, politicamente inerte. Perché? Secondo Pellizzetti è il conflitto il vero motore del cambiamento, la linfa vitale utile ai movimenti per riconquistare posizioni di forza. Per mirare al cuore di tenebra del potere del terzo millennio, indignarsi non basta più: occorre occupare democraticamente il punto critico dove il potere collude con il denaro. (continua a leggere »)

Il nostro passato è disseminato di conseguenze inattese e di crisi che nessuno aveva previsto o predetto. Possiamo migliorare il nostro modo di figurarci un futuro tecnologico? Possiamo ripensare alla definizione e al ruolo dell’innovazione? É necessario spostare il peso dal calcolo alla narrazione, dal futuro delle promesse e dei rischi al presente dei bisogni e dei desideri, per produrre immaginazioni più democratiche e sostenibili sulle traiettorie tecnologiche che vogliamo seguire sulla Terra. Sheila Jasanoff, Silvio Funtowicz e Alice Benessia intrecciano in questo libro scienza, tecnologia e politica per esplorare il nostro modo di intendere e perseguire l’innovazione, con uno sguardo al passato per comprendere il nostro presente. (continua a leggere »)

Il violento attacco al sistema di separazione dei poteri ha permesso l’ingresso sulla scena politica e sociale dei mali che infestano le democrazie: leggi ad personam, corruzione, annullamento del pluralismo dell’informazione, ingiustizia. Quel che è peggio, il tutto è avvenuto sotto lo sguardo indifferente di molti cittadini. Se ingerenze e convergenza tra potere politico e controllo dei mezzi d’informazione hanno conosciuto un pericoloso inasprimento in tempi recenti, non dobbiamo però dimenticare che si tratta di mali storici, di patologie già diagnosticate dal costituzionalismo liberale del settecento e dell’ottocento, alla cui lezione originaria occorre tornare. (continua a leggere »)