Risultati per categoria: neuroscienza 2

Saldamente ancorato ai risultati ottenuti finora dalla ricerca neuroscientifica, e con uno sguardo rivolto alle potenzialità future, Michael O’Shea indaga in questo breve saggio i meccanismi che regolano il funzionamento del cervello, e porta alla luce con uno stile discorsivo ed esempi chiari cause e implicazioni di fenomeni come il controllo motorio, la memoria e la percezione. Dalla terapia genica fino alle design drugs, passando per l’intelligenza artificiale, Il cervello è una panoramica aggiornata e completa sulle scoperte più recenti, e restituisce al lettore una prospettiva inedita su come queste siano in grado di rispondere alle nostre domande sul rapporto tra mente e cervello.
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L’immagine di uomo adottata dal diritto, quella cioè di persona libera, razionale, consapevole e padrona delle proprie azioni, viene oggi messa radicalmente in discussione dalla ricerca neuroscientifica. Dagli studi più recenti emerge che certe emozioni hanno spesso il sopravvento sulla ragione, che a nostra insaputa siamo condizionati dalle circostanze e che il nostro io è meno solido di quanto pensiamo. La genetica e le neuroscienze sembrano dunque costringere l’ordinamento giuridico a tornare su alcuni suoi quesiti centrali: l’agire criminale è da ritenersi normalmente libero, frutto di un’intenzione consapevole del soggetto? Ha senso punire chi è “determinato” all’aggressività? Si moltiplicheranno le assoluzioni grazie agli esami cerebrali dell’imputato? Gli psicopatici dovranno essere “scusati” a motivo del loro (presunto) deficit di empatia? Temi tipici delle aule di giustizia, ma fondamentali anche nella concezione generale dell’essere umano; temi che sotto la pressione delle scienze cognitive da più parti si propone di ridefinire, come è già accaduto in alcune discusse sentenze. Andrea Lavazza e Luca Sammicheli offrono la prima panoramica unitaria e ragionata delle ricadute giuridiche, filosofiche e sociali di tali complesse questioni. Con una conclusione che non necessariamente vede il cervello “uccidere” mente e diritto. (continua a leggere »)

La sfera del piacere è sempre stata costretta da regole. Attraverso leggi, precetti religiosi e morali tutte le società hanno voluto imporre un confine che separi il piacere dal vizio e quindi il modo in cui affrontarne il “lato oscuro”: la dipendenza. Le moderne tecniche d’indagine sul nostro cervello raccontano però una storia diversa; e ci dicono che molti comportamenti che consideriamo virtuosi, come pregare o fare beneficenza, attivano lo stesso circuito neurale su cui agiscono, per esempio, le droghe e l’alcol, e che la dipendenza non è frutto di una scarsa forza di volontà bensì un disturbo di natura fisiologica. I confini di cosa è bene e cosa è male, di cosa separa il socialmente accettabile dal moralmente deplorevole sono quindi, nella realtà scientifica, molto più sfumati di quanto pensassimo. Una sfida notevole, quella lanciata dalle neuroscienze, che ci porta a ripensare gli aspetti culturali, morali e giuridici che danno forma alla nostra identità e alla nostra presenza all’interno della società. (continua a leggere »)

Psicologia, neuroscienze, aneddoti, letteratura e filosofia; sono alcuni degli ingredienti che compongono questo libro che scandaglia, in sintesi e con chiarezza, il cuore delle domande che la vita quotidiana ispira a ciascuno di noi. In che modo il cervello cresce e cambia con l’avanzare del tempo? Perché ci ricordiamo eventi accaduti decenni fa come se fossero successi poche ore prima, ma non cosa abbiamo fatto l’altro ieri? Perché la nostra memoria a volte sembra lavorare bene e a volte no (e cosa succede quando funziona male)? Può la memoria, per mezzo di tecniche psicologiche e impianti cerebrali, essere migliorata, potenziata o addirittura manipolata? Una cosa è certa: senza memoria non potremmo guidare la macchina, parlare con chi ci sta intorno, leggere, lavorare, giocare. Non potremmo, in una parola, vivere. (continua a leggere »)

«Le idee audaci sono pedoni mossi in avanti su una scacchiera. Possono essere eliminate, ma possono anche dare inizio a un gioco vincente». Questa citazione di Goethe apre il libro di Michael Brooks, giornalista e collaboratore del Guardian e di New Scientist, e ne svela il senso profondo: un viaggio ai confini dell’ignoto, attraverso undici intuizioni radicali incomprese e a volte osteggiate al loro esordio, ma che hanno plasmato il presente (e anche il futuro) della ricerca scientifica. L’atomo, il Big Bang, il DNA, le ricerche sulla coscienza, l’epigenetica, la fisica quantistica e molte altre ancora; sono tutte idee che hanno rivoluzionato la scienza e che continuano a porre nuove domande, suscitare sorprese e spingere l’immaginazione oltre il limite. Michael Brooks racconta l’ostinata ricerca dei segreti dell’universo da parte degli scienziati che hanno accettato questa sfida, e ci conduce fino alle frontiere più estreme della comprensione del mondo che ci circonda. (continua a leggere »)